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Il processo di Scrittura e la Disgrafia

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Per scrivere dobbiamo coinvolgere diverse aree del nostro sistema corticale ma anche i sistemi sensoriali periferici, quali vista, udito, vista, tatto e propriocezione.

A sei anni la scrittura è lenta, frammentata, il bambino scrive con tutto il suo corpo, molto spesso la testa è china sul foglio e/o inclinata dal lato controlaterale alla mano in azione, il tronco è appoggiato sul banco, la mimica facciale esprime l’impegno dell’esecuzione. (Gargano, Disprassie evolutive)

Queste difficoltà di controllo inibitorio vengono solitamente superate tra i sette e gli otto anni, quando viene appreso l’automatismo della scrittura.

Per raggiungere questo obiettivo l’organizzazione dello schema motorio richiede la combinazione sequenziale di schemi.

Tale processo si realizza attraverso tre livelli evolutivi (Russo, 2003, p. 101):

  • il coordinamento;
  • il processo di inibizione alla diffusione dello stimolo;
  • l’integrazione somatica.

Durante l’esecuzione dei movimenti si possono distinguere diversi livelli di controllo motorio che implicano l’attivazione della corteccia motoria, della corteccia premotoria e dell’area motoria supplementare.

Non solo, deputate aree motorie si attivano durante il processo di scrittura, ma anche il nostro sistema emotivo continua a lavorare in parallelo.

I valori emozionali delle esperienze si esprimono sotto forma di gratificazione o di frustrazioni: se il risultato è gratificante, si rinforzano la fiducia del Sé e la spinta ad agire e perseverare nel compito; se il risultato è frustrante, può verificarsi la ricerca di nuovi adattamenti oppure la rinuncia.

Il movimento della scrittura è la combinazione di flessione, estensione, adduzione e abduzione delle dita.

La postura anticipa l’azione e lo stato tonico carat- terizza e sostiene la natura dell’azione. Nell’analisi della postura di un bambino, impegnato nella scrittura, è importante osservare:

  • l’atteggiamento generale;
  • la posizione della testa, delle spalle e del gomito;
  • il grado di obliquità dell’avambraccio rispetto alla linea orizzontale del foglio;
  • la posizione del polso, della mano e delle dita;
  • la posizione del foglio rispetto al tronco;
  • il grado di estensione dell’avambraccio.

La contrazione del tronco e del polso e/o i ritardi nell’organizzazione posturale possono impedire i movimenti economici di traslazione che scandiscono l’attività della scrittura.

Quando la scrittura, svolta con un ritmo eccessivamente lento o rapido, è illeggibile e inestetica, si riscontra la disgrafia, che non colpisce necessariamente gli aspetti linguistici della scrittura, ma le sue componenti motorie e visuo-spaziali, giacché il deficit riguarda la difficoltà a trasferire informazioni visive al sistema grafomotorio: il bambino disgrafico vede ciò che vuole scrivere o disegnare, ma non sa tradurre in schemi motori ciò che percepisce visivamente.

La DISGRAFIA si colloca tra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, abbreviato DSA, (Legge 8 ottobre 2010, n. 170): dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. E’ una difficoltà grafomotoria che si presenta in assenza di deficit neurologici/intellettivi e riguarda l’incapacità di scrivere in modo corretto, chiaro e scorrevole, tra le sue caratteristiche una scrittura troppo lenta, faticosa o dolorosa, illeggibile, comunque non conforme all’età. Essa riguarda esclusivamente il grafismo, non le regole ortografiche e sintattiche proprie della disortografia, a cui comunque spesso si accompagna, infatti qualche influenza su ortografia e sintassi potrebbe verificarsi per la difficoltà da parte del bambino di rileggere e correggere i propri elaborati.

Questa ipotesi potrebbe far supporre che le due accezioni del termine disgrafia, una inerente all’aspetto prettamente grafomotorio e l’altra relativa al processo di codifica, si intersechino e si influenzino reciprocamente nello sviluppo e nel disturbo della scrittura

Il disturbo disgrafico, quindi, può interferire non soltanto nella produzione delle lettere, ma anche nella costituzione delle parole.

La disgrafia, considerata come difficoltà a rappresentarsi, a programmare ed eseguire volontariamente atti motori consecutivi, può essere considerata un sintomo di disprassia, in quanto impedisce al bambino di realizzare una scrittura chiara, armonica e soprattutto corretta.

Le difficoltà del bambino disgrafico/disprattico aumentano quando deve copiare dalla lavagna, perché deve tenere sotto controllo più compiti contemporaneamente: deve estrapolare la figura dal fondo, deve sganciare lo sguardo dalla lavagna e agganciarlo nel foglio dove avverrà la riproduzione, infine deve mettere in atto le proprie abilità grafomotorie per copiare il modello.

Articolo di Vanessa Dri

Fonte:Disprassie evolutive 2013

DISLESSIA … …CAMPANELLI D’ALLARME

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Il bambino dislessico ha difficoltà scolastiche che di solito compaiono  nei primi anni di scuola, spesso identificabili  già nella scuola dell’infanzia. E’ molto importante quindi  riconoscere i segnali  precoci.

Di seguito sono riassunti alcuni:

-Il bambino ha avuto un ritardo o delle difficoltà nello sviluppo  del linguaggio

-Ha avuto difficoltà nell’imparare rime o parole con assonanze

-Ha avuto difficoltà ad imparare i nomi appropriati degli oggetti, inventando dei termini per descriverli (es. Gioco dell’anatra = Gioco dell’oca; volante = guidante)

-Ha difficoltà con compiti che  implicano abilità motorie (ritagliare, allacciarsi le scarpe, abbottonarsi..)

-Ha difficoltà a ricordare sequenze  o elenchi (giorni della settimana)

-Fa fatica a ricordare le tabelline

-Ha difficoltà nel calcolo  e nella numerazione soprattutto decrescente

-Ha difficoltà nell’incolonnamento dei numeri e /o si confonde nel recupero di procedimenti matematici

-Non riconosce o fa fatica  a riconoscere la corrispondenza lettera – suono (p/b, v/f, p/q)

-L’esercizio della lettura lo affatica moltissimo

-Persiste con la lettura sillabica, non vi è espressività, omette la punteggiatura

-La lettura non appare velocizzarsi e si notano numerosi errori di comprensione del testo, ma , migliora se siamo noi a leggere per lui

-Non si evidenziano problemi alla vista, ma il bambino si lamenta di non veder bene le lettere scritte sul libro

-Quando scrive si dimentica qualche lettera

-Non presenta una “bella” calligrafia

-Ha difficoltà nella costruzione di frasi e presenta un vocabolario limitato

-Ha difficoltà a memorizzare

-Nella storia familiare ci sono stati altri casi di percorsi scolastici difficili

E’ bene ricordare che ogni bambino presenta delle caratteristiche  personali, quindi non tutti i bambini presentano i campanelli d’allarme sopra elencati,  l’identificazione o il riconoscere alcune delle caratteristiche nel proprio bambino non costituiscono indicazioni diagnostiche,  ma sono allo scopo puramente informativo alla ricerca di un identificazione precoce delle difficoltà di apprendimento.

(Consensus Conference, “Disturbi Specifici dell’Apprendimento, Sistema Nazionale per le Linee guida Ministero della Salute”)

Dott.  Vanessa Dri

Screening Gratuiti di NeuroPsicomotricità.

SCREENING DI NEUROPSICOMOTRICITA’ consiste nell’osservazione dello sviluppo globale del bambino, svolta da una figura esperta di sviluppo, generalmente proposta a scopo preventivo nelle prime fasi di crescita.
Il momento dello Screening è occasione per comprendere i bisogni evolutivi del bambino, prevenire e facilitare il superamento di difficoltà di sviluppo.🧑👧
E’ anche uno spazio di ascolto👪 e di sostegno delle naturali competenze genitoriali, dove potersi confrontare sulle modalità di accudimento 🤱e le attività di gioco 🤸‍♀️più adatte alla fase evolutiva in cui si trova il bambino, per sostenere in modo adeguato il suo naturale sviluppo.
Per informazioni contattare la terapista dott.ssa Jessica Pagnutti.#neuropsicomotricita #codroipocentropermanoneuropsicomotricit

Lo screening sarà attivo nelle giornate di venerdi 11 ottobre e venerdi 25 ottobre.

Si consiglia di prenotarsi contattando la Dott.ssa Jessica Pagnutti.

Cos’e` il mutismo selettivo?

Il Mutismo Selettivo è un disturbo poco conosciuto ed apparentemente raro che colpisce prevalentemente i bambini, caratterizzato dall’incapacità di parlare in alcuni contesti sociali, nonostante lo sviluppo e la comprensione del linguaggio siano nella norma.

Mutismo Selettivo Centro Per Mano

Il Mutismo Selettivo non è un fenomeno dovuto a qualche disfunzione organica o ad un’incapacità correlata allo sviluppo, ma è un atteggiamento di risposta ad un forte stato emotivo legato all’ansia.

Nonostante vogliano farlo, i bambini muto selettivi NON riescono a parlare fuori casa o in presenza di estranei, si bloccano, e ciò avviene in particolare in luoghi pubblici o nei contesti sociali più ansiogeni come, ad esempio, l’asilo o la scuola.

Al contrario di quanto avviene in tali contesti, i bambini muto selettivi a casa, negli ambienti familiari e con le persone con cui si sentono a loro agio, si esprimono normalmente e a volte sono dei grandi chiacchieroni.

Fonte: Assiciazione Italiana Mutismo Selettivo

POSSO CONTARE CON LE DITA?

Smettila di contare con le dita, non sei più un bambino piccolo! Quante volte ci siamo sentiti dire così a scuola. Come se usare le dita fosse una cosa infantile, di cui vergognarsi. Un pregiudizio antico quanto quello sui mancini, che un tempo venivano costretti a usare la destra come se ci fosse qualcosa di sbagliato nella sinistra.
Brian Butterworth, professore universitario di neuropsicologia cognitiva a Londra sostiene infatti che, senza una consapevolezza delle proprie dita della mano, neanche i numeri possono essere rappresentati normalmente nel cervello. Proprio per questo motivo dedicare un’attenzione maggiore all’uso e al ruolo delle mani mentre si impara a contare potrebbe essere cruciale nello sviluppo di basi matematiche solide sulle quali costruire poi le conoscenze trasmesse durante il percorso scolastico. Molti calcoli non possono essere eseguiti contando con le dita della mano, calcoli per i quali abbiamo bisogno di aver appreso e memorizzato un procedimento preciso, molti studi hanno dimostrato come nel nostro cervello si attivi un’area corrispondente alla rappresentazione della mano quando eseguiamo dei calcoli.
Questa associazione spontanea e inconscia ci fa capire che nonostante crescendo smettiamo di usare la mano per contare, il nostro cervello continua a farlo senza chiederci il permesso. Dai risultati di questa ricerca si possono ricavare numerose conclusioni: in primo luogo, aiutarsi a contare con la mano non è sbagliato. Anzi, etichettare questa modalità come infantile potrebbe anche nuocere all’apprendimento del bambino.

Contare con le dita

PERCORSO ESTIVO rivolto ai bambini dalla 1° alla 4° primaria

A PARTIRE DAL 15 GIUGNO 2020 – € 90 AL MESE (4 settimane)

Destinatari: bambini/e delle classe 1°,2°,3°,4° della scuola elementare, organizzati in piccoli gruppi (massimo 5 partecipanti per gruppo) omogenei per fasce di apprendimento.

(Il laboratorio si attiverà al raggiungimento di un numero minimo di 3 bambini)

Quando: A partire dal 15 Giugno 2020

Modalità:
1 gg a settimana per 2 ore
lunedi POMERIGGIO: dalle 16:30 alle 18:30

Le giornate possono subire delle lievi variazioni per andare incontro alle necessità dei bambini/genitori

Costo: 90€ al mese (4 settimane)

Dove:
Luogo di Accoglienza e Ritrovo presso il “Centro Per Mano”, la attività si svolgeranno, all’interno di una palestra, qualche attività sarà possibile svolgerla all’esterno.

ATTIVITA’

  • Potenziamo gli Apprendimenti: lettura e scrittura
  •  Alleniamo la memoria e l’attenzione attraverso il gioco
  • Alleniamo impulsività ed autocontrollo sfruttando il gruppo dei pari come risorsa
  • Autoregoliamo le Emozioni

PER INFORMAZIONI contattare

Vanessa Dri 3407816115

Studenti con DSA: Prove di ammissione ai Corsi di Laurea a numero programmato 2020-2021

COMUNICAZIONE MIUR N. 0009838 DEL 15 APRILE 2020 RELATIVA ALLA DIAGNOSI DSA DA PRESENTARE AGLI ATENEI SOLO PER QUEST’ANNO.

Per ragazzi/e che stanno finendo la 5 superiore e devono iscriversi alle università possono presentare la vecchia diagnosi (vecchia si intende superiore ai 3 anni e test non per adulti, test adulti sono per ragazzi dai 18 anni in su).

Con riferimento alle recenti misure adottate per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 ed, in particolare, alla segnalazione della Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità, pervenuta al Ministero per l’Università e la Ricerca ed all’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si comunica che:

il candidato con invalidità, disabilità di cui alla legge n. 104/1992 o DSA di cui alla legge n. 170 del 2010 che, per l’a.a. 2020/2021, intende sostenere i test di accesso per i corsi di laurea ad accesso programmato nazionale, deve tempestivamente presentare all’Ateneo, come già previsto durante lo scorso anno accademico, la certificazione di invalidità o di disabilità o la certificazione per la diagnosi di DSA.

Pertanto, vista l’attuale riduzione delle attività degli ambulatori del SSN ed al fine di evitare che il candidato possa trovarsi nell’impossibilità di richiedere la certificazione aggiornata e, conseguentemente, i tempi aggiuntivi, gli strumenti dispensativi e le misure compensative previste dalla normativa di riferimento, si invitano gli Atenei ad ammettere le richieste dei candidati con disabilità o diagnosi di disturbi specifici di apprendimento (DSA) di cui alla legge n. 170/2010 seppur in possesso di certificazioni non recenti, con riserva di richiedere successivamente, non appena l’attività del SSN sarà ripristinata, l’integrazione della documentazione ivi prevista. Si invitano gli Atenei a dare seguito a quanto sopra indicato mediante adozione di ogni altra misura idonea ed opportuna al fine di garantire regolarmente ai candidati con invalidità e/o disabilità o con DSA l’accesso alle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato.

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Fonte

http://www.sinapsi.unina.it/news_prove_disabili_DSA_2020-2021?fbclid=IwAR0x1kEhNrYID8p_xYQmAQL7mgUGEiHBzR9WWFDpMQ7SiOtoKs8zyNNIO3o

Pronti Prima…ArriviAmo!!

LABORATORIO PER I BAMBINI DELL’ULTIMO ANNO DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

A PARTIRE DAL 15 GIUGNO 2020 – € 160 AL MESE (4 settimane)

Destinatari: bambini/e dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia organizzati in piccoli gruppi da 4-5. (Il laboratorio di attiverà al raggiungimento di un numero minimo di 3 bambini)

Quando: A partire dal 15 Giugno 2020

Modalità:
2 gg a settimana per 2 ore
lunedi MATTINA: dalle 10:00 alle 12:00 / mercoledi POMERIGGIO: dalle 16:30 alle 18:30

Le giornate possono subire delle lievi variazioni per andare incontro alle necessità dei bambini/genitori

Costo: 160€ al mese (4 settimane)

Dove:
Luogo di Accoglienza e Ritrovo presso il “Centro Per Mano”, la attività si svolgeranno, all’interno di una palestra, ma prevalentemente (tempo permettendo) in un parco attrezzato a pochi metri dalla struttura.

ATTIVITA’

  • Lavoriamo creativamente con le funzione esecutive.
    • Alleniamo la memoria e l’attenzione attraverso giochi creativi di gruppo.
    • Ci divertiamo e giochiamo perchè è l’unico strumento per poter imparare.
    • Ci fermiamo a riflettere sulle emozioni, per aiutarci ad autoregolarle nelle situazioni difficili
  • Stimoliamo i prerequisiti dell’apprendimento scolastico.
    • Facciamo dei giochi sull’ascolto, giochi con le parole e stimoliamo le attività fonologiche basilari per l’avvio della scuola primaria.

EFFETTI DI UNA DIDATTICA A DISTANZA.

La DAD ovvero la didattica a distanza è un cambiamento non voluto, bensì subito senza uno straccio di formazione per genitori, docenti e alunni.

L’insegnante viene messo in vetrina, esposto agli occhi dei genitori, costretto a rivisitare le lezioni preparando nuove diapositive, raddoppiando il proprio tempo da dedicare nella preparazione delle lezioni. Inoltre le risposte degli alunni non sono più dirette ma mediate da inespressivi monitor che filtrano le reazioni distorcendone la realtà. 

Dall’altra parte mamme, papà, nonni, cugini, zii si trasformano in: insegnanti, accattivanti motivatori, autorevoli, e/o autoritari genitori senza alcuna pietà. Mamme (mamme insegnanti) che chiamano piangendo perché si sentono incapaci, esauste dalle responsabilità che devono affrontare. Mamme, Papà che perdono di vista il loro obbiettivo più grande, quello di essere di rinforzo e di sprono per i propri figli. Mamme e Papà che piangono insieme ai figli per un analisi grammaticale o per una divisione perché invasi dallo sconforto.

Bambini, taluni caduti in apatia, altri in depressione, o rifugiati in un loro mondo interno, o semplicemente sereni…ma, unanime riporatano che a scuola era diverso.”Era più bello”dicono. A scuola c’era il rapporto umano, c’era l’apprendimento attraverso l’esperienza (ricordano le canzoni della maestra di matematica ….e le filastrocche della maestra di italiano).

Nonostante a scuola si faccia più fatica, c’era lo scambio delle figurine, c’era l’intervallo, la merenda a ricreazione, gli sguardi complici degli amici e delle insegnanti, quelle insegnanti che sanno trasmettere un emozione anche solamente con un sorriso. Ed ora tutto questo non lo ritrovano più!

Dott. Dri Vanessa

(spunti da blogmamma e orizzonte scuola)

Discalculia

La discalculia è una difficoltà specifica per la matematica, o più esattamente, per l’aritmetica in relazione all’elaborazione di calcoli di base.

La discalculia è generalmente percepita come una difficoltà specifica, inerente all’area dell’apprendimento, per la matematica, o più esattamente, per l’aritmetica in relazione all’elaborazione di calcoli di base, come addizioni, sottrazioni, e le esecuzioni di calcoli mentali eseguiti in maniera fluente. Queste difficoltà devono mostrarsi in ritardo rispetto ai coetanei in presenza di un quoziente intellettivo nella norma e in assenza di altri disturbi neurologici.

La discalculia riguarda l’abilità di calcolo, sia nella componente dell’organizzazione della cognizione numerica (intelligenza numerica basale), sia in quella delle procedure esecutive e del calcolo.

Nel primo ambito, la discalculia interviene sugli elementi basali dell’abilita numerica: il riconoscimento immediato di piccole quantità, i meccanismi di quantificazione, la seriazione, la comparazione, le strategie di composizione e scomposizione di quantità, le strategie di calcolo a mente. Nell’ambito procedurale, invece, la discalculia rende difficoltose le procedure esecutive per lo più implicate nel calcolo scritto: la lettura e scrittura dei numeri, l’incolonnamento, il recupero dei fatti numerici e gli algoritmi del calcolo scritto vero e proprio.

I bambini discalculici compiono frequentemente questi errori:
– difficoltà nell’identificare i numeri e nello scriverli, in particolare se sono lunghi con molte cifre
– difficoltà nel riconoscere le unità che compongono un numero
– difficoltà nell’identificare i rapporti fra le cifre all’interno di un numero
– difficoltà nel saper scrivere numeri sotto dettatura
– difficoltà nel numerare in senso progressivo ascendente e discendente
– difficoltà nello svolgimento delle quattro operazioni matematiche
– difficoltà nel cogliere nessi e relazioni matematiche
– difficoltà nell’associare ad una certa quantità il numero corrispondente
– difficoltà nell’imparare il significato dei segni (più, meno, per e diviso)
– difficoltà ad analizzare e riconoscere i dati che permettono la soluzione di un problema
– difficoltà nell’apprendere le regole dei calcoli (prestito, riporto, incolonnamento, ecc.)
– difficoltà nell’apprendere semplici operazioni come ad esempio le tabellone, i cui risultati vengono ottenuti in modo automatico senza ricorrere a difficili procedure di calcolo
– difficoltà di organizzazione spazio-temporale e visuo-spaziale
– difficoltà di coordinazione motoria, soprattutto fine
– difficoltà di svolgimento di compiti in sequenza

.

Discalculia: segnali durante la scuola primaria

Il bambino ha difficoltà a riconoscere i numeri e simboli, fatica nella riproduzione del calcolo di base, usa spesso le dita per contare invece di strategie mentali più sofisticate, non riesce a pianificare la soluzione di un problema di matematica, ha difficoltà a distinguere la sinistra dalla destra e ha uno scarso senso dell’orientamento. Ancora, ha difficoltà a ricordare i numeri di telefono e i punteggi ottenuti in un gioco e se può evita totalmente il gioco in cui è richiesto l’uso dei numeri.

Discalculia: segnali al liceo

Durante questi anni il ragazzino si sforza ad applicare, con fatica, i concetti matematici alla vita quotidiana, non riesce a misurare gli ingredienti di una ricetta, cerca strategie per non perdersi e usa tattiche per aggirare i problemi come l’uso di tabelle e grafici.

Discalculia: insorgenza e prevalenza

In Italia, i dati sulla diffusione del fenomeno, calcolati sulle segnalazioni fatte dalla scuola, indicano che il 20% degli studenti italiani incontra difficoltà, spesso significative, nell’apprendimento del sistema dei numeri (con una media di cinque bambini per classe): un dato allarmante, che si scontra però con quanto riportato dall’autorevole International Academy for Research in Learning Disabilities (IARLD, 2005) secondo cui solo lo 0,2% dei bambini sarebbe affetto da discalculia evolutiva (Lucangeli e coll., 2006).

La differenza tra le due fonti sarebbe spiegabile con la confusione tra le categorie di difficoltà di apprendimento e disturbo specifico di calcolo, attraverso il concetto di “resistenza al trattamento”. Se, infatti, un bambino, in difficoltà nell’area del calcolo, con aiuti mirati, ottiene un miglioramento significativo delle proprie competenze, nel caso di discalculia evolutiva, gli stessi trattamenti tendono a una minore efficacia (Lucangeli e coll., 2006).

Il primo passo per affrontare la discalculia resta comunque una particolare attenzione a segni di riconoscimento precoci, che corrispondono alle aree da indagare ai fini della formulazione di una diagnosi accurata, in particolare (Vio, Tressoldi e Lo Presti, 2012):

  • Abilità lessicali (riconoscimento visivo dei numeri, per esempio 2 e 6, e lettura o scrittura di numeri sotto dettatura);
  • Corretta stima della grandezza e del rapporto maggiore/minore, che include la capacità, presente dall’età prescolare, di conoscere la quantità “a colpo d’occhio” (3 maggiore di 5);
  • Abilità pre-sintattiche (associazione di una quantità di oggetti a un numero);
  • Strategie di conteggio (enumerazione all’indietro, ordinare dal più grande al più piccolo);
  • Memorizzazione di fatti numerici (somma di numeri uguali o tabelline con numeri uguali).

Lo scopo finale è comunicare la diagnosi di discalculia alla famiglia e agli insegnanti che possa permettere di individuare un percorso riabilitativo avente lo scopo di rinforzare i punti di forza del bambino, grazie all’utilizzo di strategie comportamentali adeguate e individualizzate.

Articolo Dri Vanessa

Sitografia:www.stateofmind.it, www.tuttodsa.it

Disortografia o Disturbo Specifico della Correttezza Ortografica

La disortografia è il disturbo specifico che  coinvolge la correttezza della scrittura, cioè l’ortografia come capacità di scrivere rappresentando correttamente i suoni e le parole della propria lingua.

Nel caso della disortografia, la capacità che chiamiamo transcodifica del linguaggio orale nel linguaggio scritto si manifesta con errori fonologici e non fonologici:

  • Gli errori fonologici rappresentano la capacità compromessa di far corrispondere il suono al segno: ne sono esempi la sostituzione di lettere simili (t al posto d, b al posto di v), l’aggiunta o la mancanza di lettere e sillabe, inversioni di lettere all’interno di una parola.
  • Gli errori non fonologici sono, per esempio, le separazioni e fusioni illecite (“la voro” invece di “lavoro” “ilcane” invece di “il cane”) e gli scambi o le omissioni di grafemi come “o” al posto di “ho” o “qucina” invece di “cucina”, l’aggiunta o l’omissione di lettere doppie.

Ostacoli e difficoltà

Il compito scritto – dettato, produzione spontanea di un testo scritto, copiatura dalla lavagna, capacità di scrivere in modo scorrevole – diventa un vero e proprio ostacolo per lo studente e causa un grande dispendio di energie e affaticamento, a volte attribuiti in maniera errata a disattenzione e svogliatezza.

Se la disortografia non viene riconosciuta, lo studente rischia di non riuscire a seguire il ritmo dei suoi compagni, di sentirsi demotivato e “meno bravo” con tutte le conseguenze in termini di autostima e successo scolastico.

Per questo è importante riconoscere i segnali e ricevere una eventuale diagnosi appena possibile.

La diagnosi di disortografia

Prima di parlare di disortografia va fatta una distinzione tra la difficoltà di apprendimento che si riferisce a una qualsiasi generica difficoltà incontrata a scuola (non è innata, è modificabile e automatizzabile) e ciò che è disturbo specifico di apprendimento, che prevede la presenza di un deficit specifico verificato attraverso un procedimento clinico – diagnostico (Cornoldi, 2007).

Il disturbo della scrittura nello specifico caso della Disortografia interessa la componente ortografica.

Per la diagnosi di disortografia si considera una quantità di errori ortografici significativamente più alta della media in bambini che hanno lo stesso livello di scolarità. In termini più specifici la quantità di errori deve essere “di 2 o più deviazioni standard (DS) sotto la media” (La deviazione standard è un indicatore statistico usato per stimare la variabilità di una popolazione).

Quali errori può commettere l’alunno?

La tipologia di errore può essere ricavata non solo in fase di valutazione diagnostica ma anche dall’osservazione diretta dei quaderni dell’alunno.

E’  possibile  classificare gli errori in base alle componenti coinvolte  (Tressoldi e Sartori, 1995)

  • componente fonologica che si riferisce al rapporto tra fonema e grafema
  • scambio di grafema (cane per pane)
  • inversioni (al per la)
  • grafemi inesatti per i gruppi consonantici complessi (ragi per ragni)
  • omissioni di lettere o sillabe (lara per laura)
  • aggiunta di lettere o sillabe (corinice per cornice)
  • componente ortografica relativa agli errori commessi nella scrittura di parole che dipendono dalla conoscenza di regole specifiche
  • separazioni illegali (in sieme per insieme)
  • fusioni illegali (lamamma per la mamma)
  • scambio di grafemi omofoni (quore per cuore)
  • omissione o aggiunta del grafema h (lagho per lago

Cosa fare: potenziamento, diagnosi e intervento

Individuare la disortografia, potenziare e poi avviare un percorso di diagnosi, intervenire precocemente e con strumenti e percorsi specifici, in collaborazione con lo specialista di riferimento, sono i passi giusti per affrontare con efficacia anche questo disturbo specifico dell’apprendimento.

Cosa puoi fare in pratica?

  • Parla con gli insegnanti e collaborate per introdurre strategie ed esercizi di potenziamento
  • Se il potenziamento non porta i risultati sperati, rivolgiti al Servizio Sanitario Nazionale per una valutazione o a uno specialista privato
  • Se la diagnosi conferma la disortografia, lo specialista ti indicherà il percorso più adatto per compensare il disturbo e facilitare il modo unico e personale di studiare e di imparare di tuo figlio
  • La scuola riceve la diagnosi di disortografia e scrive il Piano Didattico Personalizzato (PDP) dove indica le strategie e gli strumenti compensativi e dispensativi da usare per sostenere l’apprendimento
  • Articolo Dri Vanessa
  • Fonte www.anastasis.it

Non Smettiamo di Giocare

“Dal lunedì al venerdì la nostra Neuropsicomotricista sarà pronta a far giocare i vostri bimbi per circa 20 minuti.

L’attività sarà strutturata da Francesca Giuliani in collaborazione con Jessica Pagnutti.

Verrà utilizzata la piattaforma di GoogleMeet per poter coinvolgere tutti insieme i bambini, diversificando le attività in base alle età.
Possono partecipare anche i genitori al divertimento!

Un’idea che nasce per aiutare i bambini a muoversi meglio e bene durante questi giorni in cui siamo tutti costretti a rimanere a casa.
Il costo è di 10 euro a settimana per permettere di strutturare le attività e suddividere i bambini in gruppi omogenei.
L’attività sarà erogata per 3 settimane.

Non esitate a contattarci, ti aiuteremo passo dopo passo anche nell’utilizzo della piattaforma.


Bimbi, Vi aspettiamo numerosi!”

Per iscrivervi telefonate o mandate un messaggio alla Neuro-Psicomotricista Francesca Giuliani :349.6487420

SCREENING PER DIFFICOLTA’ DI LINGUAGGIO.

PER TUTTO IL MESE DI FEBBRAIO LE LOGOPEDISTE DEL CENTRO PER MANO OFFRONO VALUTAZIONE ED OSSERVAZIONE GRATUITA AI BAMBINI CON DIFFICOLTA’ DI LINGUAGGIO.

LA MODALITA’ PER PRENOTARE UN APPUNTAMENTO ED ESSERE RICONTATTATE DIRETTAMENTE DALLE TERAPISTE E’ IL SEGUENTE:

  • INVIARE UNA MAIL ALL’INDIRIZZO centropermano@gmail.com
  • INVIARE UN SMS AL NUMERO 324.5680822

SCRIVENDO:

  • RECAPITO TELEFONICO DOVE POTER ESSERE RICONTATTATI
  • NOME DEL BAMBINO
  • ETA
  • DIFFICOLTA’ GENERICA

Che cos’è lo screening del linguaggio?

Lo screening precoce non è un test, ma una prima valutazione sommaria e veloce; si tratta di proporre ai bambini attività piacevoli, utilizzando immagini e giochi con le parole.

Lo screening del linguaggio ci permette di individuare precocemente situazioni a rischio e di intervenire tempestivamente ove necessario.

Lo screening del linguaggio dovrebbe essere portato avanti in tutte le Scuole dell’Infanzia a partire dai tre anni; in questo modo sia gli insegnanti che i genitori potrebbero ricevere suggerimenti e indicazioni per la promozione dello sviluppo linguistico dei bambini, tenendo presente che quest’ultimo interferisce necessariamente negli altri ambiti di vita del bambino, compresa l’area sociale, il comportamento, l’apprendimento.

Un’attenzione particolare deve essere diretta ai Disturbi Specifici del Linguaggio; si tratta di  disturbi dell’acquisizione del linguaggio che si manifestano con un ritardo nello sviluppo della funzione verbale, in bambini con uno sviluppo intellettivo non verbale nella norma e in assenza di patologie neurologiche o di disagi psicosociali rilevanti. Il disturbo di linguaggio fa il suo esordio come ritardo di linguaggio ma si differenzia e si definisce come disturbo proprio tra i 3-5 anni. Ecco perchè sono così importanti l’individuazione precoce delle difficoltà e la presa in carico tempestiva da parte della logopedista.

E’ ormai accertato che le probabilità di recupero del ritardo di linguaggio (compreso il  disturbo specifico di linguaggio), sono elevate, a patto però che si intervenga prima possibile e con adeguata professionalità. 

Non dimentichiamo poi che i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), sono frequentemente presenti in quei bambini che hanno avuto un ritardo o un disturbo del linguaggio. L’attenzione nella Scuola dell’Infanzia, e, in particolare, nei confronti dei bambini di 4/5 anni, assume un’importanza primaria in quanto, in questa fase evolutiva, vi sono maggiori possibilità di recupero; l’individuazione precoce dei soggetti “a rischio” e l’attuazione di programmi di recupero e potenziamento specifici, può facilitare la successiva conquista di competenze di lettura e scrittura e limitare così la possibilità di un futuro insuccesso scolastico. 

Lo screening può essere molto utile anche agli insegnanti, che possono ricevere informazioni e suggerimenti per svolgere azioni di prevenzione, per assumere i giusti comportamenti di fronte alle diverse difficoltà dei loro alunni. La logopedista  può fornire loro adeguati strumenti per un recupero in ambito scolastico, con interventi di potenziamento linguistico da portare avanti con tutti i bambini.

Nelle situazioni in cui si riscontrano difficoltà più elevate, l’aiuto da parte della famiglia e della scuola deve essere integrato con una terapia logopedica portata avanti da specialisti esperti.