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Il processo di Scrittura e la Disgrafia

www.centropermano.it

Per scrivere dobbiamo coinvolgere diverse aree del nostro sistema corticale ma anche i sistemi sensoriali periferici, quali vista, udito, vista, tatto e propriocezione.

A sei anni la scrittura è lenta, frammentata, il bambino scrive con tutto il suo corpo, molto spesso la testa è china sul foglio e/o inclinata dal lato controlaterale alla mano in azione, il tronco è appoggiato sul banco, la mimica facciale esprime l’impegno dell’esecuzione. (Gargano, Disprassie evolutive)

Queste difficoltà di controllo inibitorio vengono solitamente superate tra i sette e gli otto anni, quando viene appreso l’automatismo della scrittura.

Per raggiungere questo obiettivo l’organizzazione dello schema motorio richiede la combinazione sequenziale di schemi.

Tale processo si realizza attraverso tre livelli evolutivi (Russo, 2003, p. 101):

  • il coordinamento;
  • il processo di inibizione alla diffusione dello stimolo;
  • l’integrazione somatica.

Durante l’esecuzione dei movimenti si possono distinguere diversi livelli di controllo motorio che implicano l’attivazione della corteccia motoria, della corteccia premotoria e dell’area motoria supplementare.

Non solo, deputate aree motorie si attivano durante il processo di scrittura, ma anche il nostro sistema emotivo continua a lavorare in parallelo.

I valori emozionali delle esperienze si esprimono sotto forma di gratificazione o di frustrazioni: se il risultato è gratificante, si rinforzano la fiducia del Sé e la spinta ad agire e perseverare nel compito; se il risultato è frustrante, può verificarsi la ricerca di nuovi adattamenti oppure la rinuncia.

Il movimento della scrittura è la combinazione di flessione, estensione, adduzione e abduzione delle dita.

La postura anticipa l’azione e lo stato tonico carat- terizza e sostiene la natura dell’azione. Nell’analisi della postura di un bambino, impegnato nella scrittura, è importante osservare:

  • l’atteggiamento generale;
  • la posizione della testa, delle spalle e del gomito;
  • il grado di obliquità dell’avambraccio rispetto alla linea orizzontale del foglio;
  • la posizione del polso, della mano e delle dita;
  • la posizione del foglio rispetto al tronco;
  • il grado di estensione dell’avambraccio.

La contrazione del tronco e del polso e/o i ritardi nell’organizzazione posturale possono impedire i movimenti economici di traslazione che scandiscono l’attività della scrittura.

Quando la scrittura, svolta con un ritmo eccessivamente lento o rapido, è illeggibile e inestetica, si riscontra la disgrafia, che non colpisce necessariamente gli aspetti linguistici della scrittura, ma le sue componenti motorie e visuo-spaziali, giacché il deficit riguarda la difficoltà a trasferire informazioni visive al sistema grafomotorio: il bambino disgrafico vede ciò che vuole scrivere o disegnare, ma non sa tradurre in schemi motori ciò che percepisce visivamente.

La DISGRAFIA si colloca tra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, abbreviato DSA, (Legge 8 ottobre 2010, n. 170): dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. E’ una difficoltà grafomotoria che si presenta in assenza di deficit neurologici/intellettivi e riguarda l’incapacità di scrivere in modo corretto, chiaro e scorrevole, tra le sue caratteristiche una scrittura troppo lenta, faticosa o dolorosa, illeggibile, comunque non conforme all’età. Essa riguarda esclusivamente il grafismo, non le regole ortografiche e sintattiche proprie della disortografia, a cui comunque spesso si accompagna, infatti qualche influenza su ortografia e sintassi potrebbe verificarsi per la difficoltà da parte del bambino di rileggere e correggere i propri elaborati.

Questa ipotesi potrebbe far supporre che le due accezioni del termine disgrafia, una inerente all’aspetto prettamente grafomotorio e l’altra relativa al processo di codifica, si intersechino e si influenzino reciprocamente nello sviluppo e nel disturbo della scrittura

Il disturbo disgrafico, quindi, può interferire non soltanto nella produzione delle lettere, ma anche nella costituzione delle parole.

La disgrafia, considerata come difficoltà a rappresentarsi, a programmare ed eseguire volontariamente atti motori consecutivi, può essere considerata un sintomo di disprassia, in quanto impedisce al bambino di realizzare una scrittura chiara, armonica e soprattutto corretta.

Le difficoltà del bambino disgrafico/disprattico aumentano quando deve copiare dalla lavagna, perché deve tenere sotto controllo più compiti contemporaneamente: deve estrapolare la figura dal fondo, deve sganciare lo sguardo dalla lavagna e agganciarlo nel foglio dove avverrà la riproduzione, infine deve mettere in atto le proprie abilità grafomotorie per copiare il modello.

Articolo di Vanessa Dri

Fonte:Disprassie evolutive 2013

DISLESSIA … …CAMPANELLI D’ALLARME

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Il bambino dislessico ha difficoltà scolastiche che di solito compaiono  nei primi anni di scuola, spesso identificabili  già nella scuola dell’infanzia. E’ molto importante quindi  riconoscere i segnali  precoci.

Di seguito sono riassunti alcuni:

-Il bambino ha avuto un ritardo o delle difficoltà nello sviluppo  del linguaggio

-Ha avuto difficoltà nell’imparare rime o parole con assonanze

-Ha avuto difficoltà ad imparare i nomi appropriati degli oggetti, inventando dei termini per descriverli (es. Gioco dell’anatra = Gioco dell’oca; volante = guidante)

-Ha difficoltà con compiti che  implicano abilità motorie (ritagliare, allacciarsi le scarpe, abbottonarsi..)

-Ha difficoltà a ricordare sequenze  o elenchi (giorni della settimana)

-Fa fatica a ricordare le tabelline

-Ha difficoltà nel calcolo  e nella numerazione soprattutto decrescente

-Ha difficoltà nell’incolonnamento dei numeri e /o si confonde nel recupero di procedimenti matematici

-Non riconosce o fa fatica  a riconoscere la corrispondenza lettera – suono (p/b, v/f, p/q)

-L’esercizio della lettura lo affatica moltissimo

-Persiste con la lettura sillabica, non vi è espressività, omette la punteggiatura

-La lettura non appare velocizzarsi e si notano numerosi errori di comprensione del testo, ma , migliora se siamo noi a leggere per lui

-Non si evidenziano problemi alla vista, ma il bambino si lamenta di non veder bene le lettere scritte sul libro

-Quando scrive si dimentica qualche lettera

-Non presenta una “bella” calligrafia

-Ha difficoltà nella costruzione di frasi e presenta un vocabolario limitato

-Ha difficoltà a memorizzare

-Nella storia familiare ci sono stati altri casi di percorsi scolastici difficili

E’ bene ricordare che ogni bambino presenta delle caratteristiche  personali, quindi non tutti i bambini presentano i campanelli d’allarme sopra elencati,  l’identificazione o il riconoscere alcune delle caratteristiche nel proprio bambino non costituiscono indicazioni diagnostiche,  ma sono allo scopo puramente informativo alla ricerca di un identificazione precoce delle difficoltà di apprendimento.

(Consensus Conference, “Disturbi Specifici dell’Apprendimento, Sistema Nazionale per le Linee guida Ministero della Salute”)

Dott.  Vanessa Dri

Screening Gratuiti di NeuroPsicomotricità.

SCREENING DI NEUROPSICOMOTRICITA’ consiste nell’osservazione dello sviluppo globale del bambino, svolta da una figura esperta di sviluppo, generalmente proposta a scopo preventivo nelle prime fasi di crescita.
Il momento dello Screening è occasione per comprendere i bisogni evolutivi del bambino, prevenire e facilitare il superamento di difficoltà di sviluppo.🧑👧
E’ anche uno spazio di ascolto👪 e di sostegno delle naturali competenze genitoriali, dove potersi confrontare sulle modalità di accudimento 🤱e le attività di gioco 🤸‍♀️più adatte alla fase evolutiva in cui si trova il bambino, per sostenere in modo adeguato il suo naturale sviluppo.
Per informazioni contattare la terapista dott.ssa Jessica Pagnutti.#neuropsicomotricita #codroipocentropermanoneuropsicomotricit

Lo screening sarà attivo nelle giornate di venerdi 11 ottobre e venerdi 25 ottobre.

Si consiglia di prenotarsi contattando la Dott.ssa Jessica Pagnutti.

Cos’e` il mutismo selettivo?

Il Mutismo Selettivo è un disturbo poco conosciuto ed apparentemente raro che colpisce prevalentemente i bambini, caratterizzato dall’incapacità di parlare in alcuni contesti sociali, nonostante lo sviluppo e la comprensione del linguaggio siano nella norma.

Mutismo Selettivo Centro Per Mano

Il Mutismo Selettivo non è un fenomeno dovuto a qualche disfunzione organica o ad un’incapacità correlata allo sviluppo, ma è un atteggiamento di risposta ad un forte stato emotivo legato all’ansia.

Nonostante vogliano farlo, i bambini muto selettivi NON riescono a parlare fuori casa o in presenza di estranei, si bloccano, e ciò avviene in particolare in luoghi pubblici o nei contesti sociali più ansiogeni come, ad esempio, l’asilo o la scuola.

Al contrario di quanto avviene in tali contesti, i bambini muto selettivi a casa, negli ambienti familiari e con le persone con cui si sentono a loro agio, si esprimono normalmente e a volte sono dei grandi chiacchieroni.

Fonte: Assiciazione Italiana Mutismo Selettivo

POSSO CONTARE CON LE DITA?

Smettila di contare con le dita, non sei più un bambino piccolo! Quante volte ci siamo sentiti dire così a scuola. Come se usare le dita fosse una cosa infantile, di cui vergognarsi. Un pregiudizio antico quanto quello sui mancini, che un tempo venivano costretti a usare la destra come se ci fosse qualcosa di sbagliato nella sinistra.
Brian Butterworth, professore universitario di neuropsicologia cognitiva a Londra sostiene infatti che, senza una consapevolezza delle proprie dita della mano, neanche i numeri possono essere rappresentati normalmente nel cervello. Proprio per questo motivo dedicare un’attenzione maggiore all’uso e al ruolo delle mani mentre si impara a contare potrebbe essere cruciale nello sviluppo di basi matematiche solide sulle quali costruire poi le conoscenze trasmesse durante il percorso scolastico. Molti calcoli non possono essere eseguiti contando con le dita della mano, calcoli per i quali abbiamo bisogno di aver appreso e memorizzato un procedimento preciso, molti studi hanno dimostrato come nel nostro cervello si attivi un’area corrispondente alla rappresentazione della mano quando eseguiamo dei calcoli.
Questa associazione spontanea e inconscia ci fa capire che nonostante crescendo smettiamo di usare la mano per contare, il nostro cervello continua a farlo senza chiederci il permesso. Dai risultati di questa ricerca si possono ricavare numerose conclusioni: in primo luogo, aiutarsi a contare con la mano non è sbagliato. Anzi, etichettare questa modalità come infantile potrebbe anche nuocere all’apprendimento del bambino.

Contare con le dita

PEI ( Piano Educativo Individualizzato)

Il PEI, acronimo di Piano Educativo Individualizzato, è lo strumento con cui il consiglio di classe disegna un percorso didattico inclusivo per gli alunni con disabilità. Il documento fissa gli obiettivi e le attività che si faranno durante l’anno scolastico, e costruisce un tessuto di collaborazione tra scuola e famiglia.

Piano Educativo Individualizzato.

Con questo documento, ogni consiglio di classe è chiamato a costruire davvero una didattica inclusiva. A partire dall’anno scolastico 2020/2021, il Ministero dell’Istruzione ha annunciato la predisposizione e l’adozione di un modello unico nazionale di PEI, a cui le singole scuole dovranno ispirarsi.

Cos’è il PEI

E’ un progetto educativo calibrato sulle esigenze del singolo alunno con disabilità certificata. Quindi, ogni scuola deve adottare un PEI diverso per ciascuno studente diversamente abile.

La personalizzazione della didattica, infatti, è alla base di ogni forma di inclusione. All’interno del PEI devono essere indicati gli obiettivi educativi che si vogliono raggiungere, gli strumenti e le attività che si utilizzeranno per conseguirli e i criteri di valutazione.

Ad esempio:

I PEI VARIANO PER TIPO DI PROGRAMMAZIONE:


-normale, della classe (-pensiamo ad es. ad alunni ciechi che hanno bisogno della trascrizione in Braille o sordi che hanno bisogno della traduzione in LIS, ecc.);


-per obiettivi minimi (perseguimento degli obiettivi più “bassi”, essenziali,
ma comunque fissati per l’intera classe; percorso di
apprendimento ridotto/semplificato nei contenuti che restano però
paralleli a quelli della classe);


-individualizzata (percorso educativo-didattico flessibile che si discosta,
senza stravolgerlo, dal piano didattico elaborato per la classe in modo da
adattare obiettivi e contenuti, metodi, strumenti e verifiche alle esigenze
-specifiche dell’alunno);


-differenziata (programmazione che, come previsto per legge, prevede un
percorso personalizzato con obiettivi e contenuti anche diversi da quelli
dei compagni; in questo caso le verifiche –compreso l’esame finale- devono
essere effettuate attraverso prove differenti).

Per questo motivo, il PEI è destinato a periodiche verifiche e cambiamenti.

La redazione del PEI

Alla luce di quanto detto, è chiaro che la redazione del PEI assume un valore centrale nella didattica rivolta agli alunni disabili. La sua stesura, di solito, avviene dopo un periodo di osservazione dello studente (circa due mesi), utile per valutarne in modo approfondito le potenzialità. Vediamo con ordine chi è chiamato a redigere il PEI e cosa è necessario scriverci.

I soggetti coinvolti

  • Come dovrà avvenire la redazione del nuovo Pei?
  • L’insegnante di sostegno redige una bozza, la condivide con il genitore e poi con i professionisti ASL?


Certamente l’incontro va preparato, ma i dettagli e le competenze vanno definiti a livello di istituzione scolastica. È molto probabile che l’insegnante di sostegno svolga in questa fase un ruolo prevalente, ma non esclusivo, perché tutti gli insegnanti della classe vanno coinvolti. Ricordiamo che «La responsabilità dell’integrazione dell’alunno con disabilità e dell’azione educativa svolta nei suoi confronti è, al medesimo titolo, dell’insegnante di sostegno, dell’insegnante o degli insegnanti di classe o di sezione e della comunità scolastica nel suo insieme. Ciò significa che non si deve mai delegare al solo insegnante di sostegno l’attuazione del “progetto educativo individualizzato” poiché in tal modo l’alunno verrebbe isolato anziché integrato nel contesto della classe o nella sezione, ma che tutti i docenti devono farsi carico della programmazione e dell’attuazione e verifica degli interventi didattico-educativi previsti dal piano individualizzato» (CM 250/1985). Durante l’incontro del GLO (incontro e di confronto delle diverse componenti – scuola, famiglia, servizi sanitari ed enti locali – che si occupano dello studente con disabilità) si può discutere la bozza di PEI proposta, analizzando eventuali punti controversi e cercando di arrivare a una versione su cui tutti sono d’accordo.

Il PEI può essere definito un documento collettivo. La sua composizione, infatti, coinvolge tutti i soggetti che, a diverso titolo, sono coinvolti nella crescita e nell’educazione del ragazzo destinatario del piano. Nello specifico, prendono parte alla stesura:

  • docenti della classe in cui si trova lo studente;
  • l’insegnante di sostegno;
  • le figure socio-sanitarie che seguono il ragazzo;
  • la famiglia.

Psicologa. Dri Vanessa

FONTI:

www.orizzontiscuola.it

www.aiutodislessia

Il PDP (Piano Didattico Personalizzato)

Il PDP? A quasi 10 anni dalla pubblicazione della Legge 170/2010 dovrebbe essere ormai un argomento molto conosciuto sia tra gli insegnanti che tra i genitori. E’ davvero così?

Da post, commenti e messaggi che leggo quotidianamente, la situazione non appare, però, così rosea.  Doveroso, perciò, fare un rapido ripasso e approfondire alcune nozioni che magari qualcuno, ancora, ignora. 

Come riporta il sito dell’AID:

Il PDP (Piano Didattico Personalizzato) è un accordo condiviso fra Docenti, Istituzioni Scolastiche, Istituzioni Socio-Sanitarie e Famiglia.
Si tratta di un progetto educativo e didattico personalizzato, commisurato alle potenzialità dell’alunno, che definisce tutti i supporti e le strategie che possono portare alla realizzazione del successo scolastico degli alunni con DSA. Per questi motivi è opportuno farlo all’inizio di ogni anno scolastico.

  • Il PDP deve essere predisposto dai docenti entro il primo trimestre scolastico.
  • È un documento flessibile e dinamico: potrà essere verificato e aggiornato dai docenti nel corso dell’anno scolastico.

  • I genitori del bambino devono leggere e approvare il piano didattico personalizzato del proprio figlio.”

Quest’ultimo punto è spesso oggetto di controversia. Capita, infatti, che le scuole siano restie a “far uscire” il PDP dalla scuola o che i genitori stessi non sappiano di avere diritto a visionarlo prima di firmarlo e di chiederne, poi, una copia con le firme di tutto il corpo docente.

La famiglia ha il DIRITTO DI CHIEDERE COPIA DEL PDP PRIMA DI FIRMARLO e ad avere tempo per leggerlo e SOTTOPORLO AGLI ESPERTI DI FIDUCIA.

Psicologa. Vanessa Dri

Fonti :

www.Aiditalia.it

www.anastasis.it

DSA in età adulta

Alcune domande principale che vengono poste dai ragazzi maggiorenni con diagnosi di Disturbi Specifici dell’Apprendimento Scolastico

Diagnosi

A partire dai 18 anni di età è possibile ottenere una diagnosi presso centri pubblici o presso centri e specialisti privati accreditati che dispongano di una batteria di test adatta a valutare il profilo di un adulto. Presso il nostro centro è possibile effettuare una valutazione completa anche in età adulta.

In Italia esistono diversi servizi (pubblici o più spesso privati), dislocati nelle diverse regioni. Attualmente in Friuli Venezia Giulia, presta questo servizio il Burlo Garofalo di Trieste e Il Centro Per Mano di Codroipo.

Patente di guida

Ad oggi alcune circolari del Ministero dei trasporti (circolare A28 del 28 novembre 2000; circolare 15175 del 6 luglio 2006; circolare Prot. 98013/23.03.05 del 25 ottobre 2007, D.L. 18 aprile 2011 n. 59), prevedono la possibilità di svolgere l’esame di teoria per le patenti A e B ascoltando i file audio dei quesiti di esame.

Per ottenere questi file può non essere sufficiente la certificazione diagnostica
 rilasciata da un ente pubblico o da centri e specialisti privati accreditati.

Infatti occorre una certificazione medica ad opera di uno dei sanitari indicati nel Codice della Strada o della commissione medica locale.

Concorsi pubblici

L’accesso agli strumenti e alle misure compensative previste dalla legge 170/2010 nel caso di prove di esame per concorsi pubblici ad oggi è possibile solo in alcune Regioni italiane dotate di una Legge Regionale sui DSA.

Per verificare in quali Regioni esiste questa possibilità è necessario consultare il testo di ciascuna legge regionale . Ad oggi la Regione Friuli Venezia Giulia non prevedono l’accesso a strumenti e misure di supporto per lo svolgimento delle prove di concorso pubblico

Dri Vanessa

Fonte:AiD

Settimana della prevenzione: sportelli di ascolto gratuiti per famiglie e ragazzi

In occasione della Settimana nazionale della Dislessia – dal 12 al 16 ottobre – il Centro Per Mano- mette a disposizione di ragazzi e famiglie – sempre gratuitamente – uno sportello di ascolto.

Lo sportello di ascolto offre uno spazio di incontro e confronto rivolto alle famiglie e ai ragazzi col fine di:

  • sensibilizzare e dare corrette informazioni sulle caratteristiche dei disturbi specifici dell’apprendimento e sulla normativa in vigore;
  • fornire gli strumenti didattici, educativi ed emotivi necessari per promuovere il successo scolastico, sia sotto il profilo didattico che socio-emotivo;
  • offrire ai cittadini informazioni personalizzate, che rispondano concretamente ai bisogni

Lo sportello sarà attivo dalle ore 9.00 alle 13.00 dal 12 al 16 ottobre. E’ possibile prenotare lo spazio di ascolto concordando insieme alla Dott.ssa Dri Vanessa, le disponibilità.

Si raccomanda di prenotare l’incontro attraverso:

Mail: centropermano@gmail.com

Telefonando: 3407816115

settimana prevenzione 2020

LABORATORI ESTIVI

LABORATORI ESTIVI 2020

Anche quest’anno il Centro Per Mano proporrà, alle famiglie del territorio, dei corsi di potenziamento, su specifici aspetti legati agli apprendimenti scolastici  e rispetto a varie abilità ad essi associati, indirizzati a bambini e ragazzi di diverse fasce d’età.

Vi informiamo che i laboratori estivi previsti potranno accogliere un numero limitato di partecipanti.

I NOSTRI LABORATORI:

Pronti Prima…ArriviAmo!!

LABORATORIO PER I BAMBINI DELL’ULTIMO ANNO DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

PERCORSO ESTIVO rivolto ai bambini dalla 1° alla 4° primaria

PERCORSO ESTIVO rivolto ai bambini dalla 1° alla 4° primaria

ARRIVO, PROF!!

LABORATORIO DI PREPARAZIONE PER IL PASSAGGIO ALLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

ARRIVO, PROF!!

LABORATORIO DI PREPARAZIONE PER IL PASSAGGIO ALLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

Questo laboratorio avrà come obbiettivo il ripasso di alcuni contenuti più importanti e fondamentali per l’avvio sereno alla scuola media.

Avrà come obbiettivo migliorare le competenze metacognitive e lessicali, adottando strategie funzionali di approccio al compito e al materiale di studio ottimizzandone i tempi.

I percorsi si attiveranno raggiungendo un numero minimo di partecipanti.

Ogni percorso prevede 4 incontri da 2 ore ciascuno.

Costo:100 euro

Le date e gli orari degli incontri, verranno definiti in base alle richieste pervenute.

Per informazioni:

centropermano@gmail.com

340.7816115 Vanessa Dri

PERCORSO ESTIVO rivolto ai bambini dalla 1° alla 4° primaria

A PARTIRE DAL 15 GIUGNO 2020 – € 90 AL MESE (4 settimane)

Destinatari: bambini/e delle classe 1°,2°,3°,4° della scuola elementare, organizzati in piccoli gruppi (massimo 5 partecipanti per gruppo) omogenei per fasce di apprendimento.

(Il laboratorio si attiverà al raggiungimento di un numero minimo di 3 bambini)

Quando: A partire dal 15 Giugno 2020

Modalità:
1 gg a settimana per 2 ore

Costo: 90€ al mese (4 settimane)

Dove:
Luogo di Accoglienza e Ritrovo presso il “Centro Per Mano”, la attività si svolgeranno, all’interno di una palestra, qualche attività sarà possibile svolgerla all’esterno.

ATTIVITA’

  • Potenziamo gli Apprendimenti: lettura e scrittura
  •  Alleniamo la memoria e l’attenzione attraverso il gioco
  • Alleniamo impulsività ed autocontrollo sfruttando il gruppo dei pari come risorsa
  • Autoregoliamo le Emozioni

PER INFORMAZIONI contattare

Vanessa Dri 3407816115

Studenti con DSA: Prove di ammissione ai Corsi di Laurea a numero programmato 2020-2021

COMUNICAZIONE MIUR N. 0009838 DEL 15 APRILE 2020 RELATIVA ALLA DIAGNOSI DSA DA PRESENTARE AGLI ATENEI SOLO PER QUEST’ANNO.

Per ragazzi/e che stanno finendo la 5 superiore e devono iscriversi alle università possono presentare la vecchia diagnosi (vecchia si intende superiore ai 3 anni e test non per adulti, test adulti sono per ragazzi dai 18 anni in su).

Con riferimento alle recenti misure adottate per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 ed, in particolare, alla segnalazione della Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità, pervenuta al Ministero per l’Università e la Ricerca ed all’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si comunica che:

il candidato con invalidità, disabilità di cui alla legge n. 104/1992 o DSA di cui alla legge n. 170 del 2010 che, per l’a.a. 2020/2021, intende sostenere i test di accesso per i corsi di laurea ad accesso programmato nazionale, deve tempestivamente presentare all’Ateneo, come già previsto durante lo scorso anno accademico, la certificazione di invalidità o di disabilità o la certificazione per la diagnosi di DSA.

Pertanto, vista l’attuale riduzione delle attività degli ambulatori del SSN ed al fine di evitare che il candidato possa trovarsi nell’impossibilità di richiedere la certificazione aggiornata e, conseguentemente, i tempi aggiuntivi, gli strumenti dispensativi e le misure compensative previste dalla normativa di riferimento, si invitano gli Atenei ad ammettere le richieste dei candidati con disabilità o diagnosi di disturbi specifici di apprendimento (DSA) di cui alla legge n. 170/2010 seppur in possesso di certificazioni non recenti, con riserva di richiedere successivamente, non appena l’attività del SSN sarà ripristinata, l’integrazione della documentazione ivi prevista. Si invitano gli Atenei a dare seguito a quanto sopra indicato mediante adozione di ogni altra misura idonea ed opportuna al fine di garantire regolarmente ai candidati con invalidità e/o disabilità o con DSA l’accesso alle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato.

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Fonte

http://www.sinapsi.unina.it/news_prove_disabili_DSA_2020-2021?fbclid=IwAR0x1kEhNrYID8p_xYQmAQL7mgUGEiHBzR9WWFDpMQ7SiOtoKs8zyNNIO3o

Pronti Prima…ArriviAmo!!

LABORATORIO PER I BAMBINI DELL’ULTIMO ANNO DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

A PARTIRE DAL 15 GIUGNO 2020 – € 160 AL MESE (4 settimane)

Destinatari: bambini/e dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia organizzati in piccoli gruppi da 4-5. (Il laboratorio di attiverà al raggiungimento di un numero minimo di 3 bambini)

Quando: A partire dal mese di Giugno 2020

Modalità:
2 gg a settimana per 2 ore

La scelta delle giornate in cui svolgeranno i laboratori sarà condivisa con i genitori per andare incontro alle necessità.

Costo: 160€ al mese (4 settimane)

Dove:
Luogo di Accoglienza e Ritrovo presso il “Centro Per Mano”, la attività si svolgeranno, all’interno di una palestra, ma prevalentemente (tempo permettendo) in un parco attrezzato a pochi metri dalla struttura.

ATTIVITA’

  • Lavoriamo creativamente con le funzione esecutive.
    • Alleniamo la memoria e l’attenzione attraverso giochi creativi di gruppo.
    • Ci divertiamo e giochiamo perchè è l’unico strumento per poter imparare.
    • Ci fermiamo a riflettere sulle emozioni, per aiutarci ad autoregolarle nelle situazioni difficili
  • Stimoliamo i prerequisiti dell’apprendimento scolastico.
    • Facciamo dei giochi sull’ascolto, giochi con le parole e stimoliamo le attività fonologiche basilari per l’avvio della scuola primaria.