EDUCARE ALL’EMOZIONE -Lettera di un insegnante-

Sono un insegnante di educazione fisica nella scuola superiore. Lei, negli anni passati,
parlando di educazione e del compito degli insegnanti, ha fatto riferimento all’importanza
per i docenti, di occuparsi della educazione affettiva e sentimentale, argomento
trascuratissimo nelle scuole in quella delicata fase della vita dell’uomo che è
l’adolescenza. Sinceramente non ho capito come attuare questa benedetta educazione
affettiva e sentimentale e, se le fosse possibile, vorrei da lei indicazioni e suggerimenti in
merito (argomenti da trattare, libri da leggere ecc.)
Vito Turco

I giovani non sanno che cosa “sentono” né quando sono felici, né quando sono angosciati.

Non conoscono i nomi che caratterizzano i sentimenti che provano. E come fanno a
difendersi o a mettere in atto strategie di compensazione se non sanno neppure di che
cosa soffrono? Su questa sua esperienza Benasayag scrisse un libro che le consiglio di
leggere: “L’epoca delle passioni tristi” (Feltrinelli).

Ma dove si imparano i sentimenti? Certamente nei primi anni, in forma appena abbozzata,
in famiglia, a scuola, attraverso quella maturazione che conduce
dall’impulso all’emozione e dall’emozione al sentimento. Questo percorso si chiama
“educazione” e si distingue dall’ “istruzione” che è una pura trasmissione di saperi, la
quale, a sua volta, diciamolo subito, riesce solo se i maestri e i professori sono capaci di
aprire agli studenti le porte del cuore, come ciascuno di noi ha potuto verificare quando
studiava con piacere e passione preferibilmente le materie impartite da insegnanti capaci
di accedere alla sfera emotiva dei loro studenti.

Il compito della scuola è la formazione dell’uomo e l’uomo si forma su base emotiva e non intellettuale.

Questa è la differenza tra educazione e istruzione.

Le nozioni passano da mente a mente solo se hai già aperto il cuore del ragazzo, le materie che noi stessi abbiamo studiato con più voluttà sono quelle dei professori che ci avevano maggiormente affascinato” afferma Umberto Galimberti.

Se una nozione è stata appresa sperimentando paura, ogni qual volta verrà ripescata dalla memoria si attiverà nuovamente il vissuto emotivo corrispondente poiché apprendimento ed emozione hanno tracciato lo stesso percorso sinaptico, viaggiando insieme. Quindi mettiamo in memoria anche le emozioni, in questo caso, negative. Ma mentre la nozione appresa finirà nella memoria procedurale o semantica, la memoria del sentimento di incapacità e inadeguatezza finirà nella memoria autobiografica, intaccando significativamente l’autostima e l’autoefficacia dell’alunno.

Con il ripetersi di questo meccanismo per svariati anni scolastici il bambino imparerà che non è capace ad eseguire quel dato compito, sentendosi impotente, e l’esperienza reiterata del fallimento gli darà conferma della sua incapacità innata.

Dobbiamo fare in modo di tracciare gli apprendimenti con delle emozioni positive e ciò può accadere soltanto se instauriamo un’alleanza con il bambino, in cui l’errore è il nemico da sconfiggere.

 Letteralmente potremmo tradurla come “emozione calda”.

Per dirla in maniera ancora più semplice…è con il sorriso, come la chiama la prof.ssa Lucangeli.

Centro” Per Mano”

 

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fonti:D La Repubblica n. 855, 31 agosto 2013 ,www.stateofmind.it/2017/10/warm-cognition-didattica/

 

ApprendiMenti Estivi

Durante l’estate saranno attivi due laboratori:

Uno rivolto agli alunni delle scuole primarie e uno rivolto ai ragazzi delle scuole di primo grado.

supporto compiti estivi
Laboratori Estivi per elementari

Il laboratorio per gli alunni delle elementari è rivolto prevalentemente al supporto compiti estivi e parallelamente al potenziamento della abilità di letto-scrittura.

 

 

 

 

Il laboratorio per i ragazzi delle scuole medie, offrirà degli esempi pratici su come prepararsi a raggiungere un metodo di studio funzionale e autonomo, parallelamente verranno eseguite esercitazioni sulla produzione del testo scritto.