I genitori hanno diritto ad avere copia di PEI e PDP? Possono accedere ai documenti scolastici? Facciamo chiarezza!!!

 

I genitori possono avere una copia di PEI, PDF o PDP?

Certamente i genitori possono chiedere alla scuola di avere copia dei documenti. È una norma
generale: il cittadino ha diritto ad accedere agli atti amministrativi di suo interesse e ad averne copia
pagando solo le spese di duplicazione (L. 241/90). La norma è stata rafforzata dal Decreto Legislativo
25 maggio 2016, n. 97 che introduce i principi del cosiddetto FOIA – Freedom of Information Act per cui
il cittadino può visionare praticamente tutti gli atti amministrativi.
Quando l’interesse del cittadino è evidente e non è previsto l’uso del documento a livello giudiziario, la
normativa raccomanda l’accesso per via informale, con domanda diretta, anche verbale, e immediata
consegna dei documenti.
Parlando di alunni con disabilità a scuola, il principio viene ribadito nelle Linee Guida MIUR per
l’integrazione scolastica del 2009 dove, a pag. 19, si legge: «la documentazione relativa all’alunno con
disabilità deve essere sempre disponibile per la famiglia e consegnata dall’istituzione scolastica quando
richiesta».
Ma occorre anche considerare che PEI e PDF sono documenti alla cui redazione collaborano anche i
genitori (L. 104/92 art. 12 c. 5), che sottoscrivono il documento e vanno pertanto considerati come
“coautori”. I genitori hanno pertanto diritto ad avere una copia del PEI alla fine dell’incontro in cui è stato
approvato e in questo caso la richiesta va fatta seduta stante a chi coordina l’incontro.

La scuola può motivare il rifiuto all’accesso con la tutela della privacy?

La norma sulla privacy proibisce alla scuola di diffondere informazioni sensibili, come quelle sulla
salute, ed ha lo scopo di tutelare il cittadino, non certo di ostacolarlo.
Le informazioni sulla salute contenute nel PEI sono ben note ai genitori dell’alunno con disabilità visto
che sono essi stessi che le hanno consegnate a scuola.
Motivare il rifiuto su queste motivazioni è scorretto e pretestuoso.

I genitori possono avere copia di questi documenti mentre sono ancora nella fase preparatoria, allo stato di bozze e senza le firme?

Il documento allo stato di bozza non è ancora “atto amministrativo” per cui non si applicano le norme
sul diritto di accesso.
La scuola non è pertanto obbligata a consegnare una copia non definitiva alla famiglia ma tutti questi
documenti, PDF, PEI e PDP, prevedono l’apporto della famiglia nella loro redazione: si parla di
“collaborazione” dei genitori per la disabilità (L. 104/92 art. 12 c. 5), di “raccordo” con la famiglia per i
DSA (Linee Guida MIUR sui DSA del 2011, par. 3.1). Poter consultare, in anticipo e con calma, la
bozza proposta dalla scuola è una modalità valida per concretizzare la collaborazione o il raccordo, ed
è di sicuro possibile. Se la scuola rifiuta, può proporre un’altra modalità efficace di
collaborazione/raccordo, ma di sicuro non è corretto sottoporre ai genitori dei documenti definitivi senza
averli mai consultati.

Può la scuola dichiarare che non rilascia ai genitori la copia del PEI se non accettano di
firmarla?

Il PEI va redatto con la collaborazione della famiglia e non può essere imposto in questo modo (L
104/92 art, 12 comma 5). E i genitori non sono assolutamente tenuti a firmarlo per averne una copia.

Si possono chiedere copie delle verifiche? È vero che è discrezione degli insegnanti consentirne la visione ai genitori?

La scuola non è obbligata a consegnare regolarmente a tutti genitori, per presa visione, le verifiche
corrette e valutate, ma questo non significa che i genitori che vogliono vederle non lo possano fare: le
verifiche scolastiche sono anch’esse atti amministrativi, soggette ai principi di trasparenza, e a fronte di
una richiesta le copie devono essere fornite.
Se proprio serve si fa richiesta formale di accesso agli atti in segreteria ma si spera che la scuola abbia
il buon senso di seguire modalità informali, con richiesta semplice anche a voce, come raccomandato
dalla normativa.
In caso di Disabilità o DSA è opportuno, qualora si presentino resistenze di questo tipo, inserire
espressamente la possibilità di visionare le verifiche nel PEI o PDP, tra le modalità di collaborazione
scuola-famiglia

 

pdp-pei-normativa-dsa-bes-accesso-atti
Fonte: 
www.miur.gov.it
Flavio Fogarolo e Giancarlo Onge



Posso registrare le lezioni in classe?

Contrariamente alla presa di posizione di molti insegnanti registrare una lezione o una interrogazione è perfettamente legale, a stabilirlo è il Garante della Privacy

Prendere appunti durante la lezione facilita e velocizza lo studio a casa. Però, a volte, scrivere e seguire la lezione stando al passo dell’insegnante non è così facile come sembra. In questi casi, registrare la spiegazione del prof potrebbe essere la naturale soluzione al problema, ma se l’insegnante non fosse d’accordo? Registrare le sue parole, la sua voce senza il suo permesso è davvero lecito?

Per rispondere a queste domande occorre far riferimento alle direttive emanate dal Garante della Privacy, il quale si è pronunciato affermando che la lezione scolastica può essere registrata dall’alunno esclusivamente per fini personali come, per esempio, lo studio individuale. Quindi, se uno studente vuole portare in classe un registratore per evitare di prendere appunti, può farlo anche senza il permesso dell’insegnante.

REGISTRATORE ACCESSO ANCHE DURANTE LE INTERROGAZIONI
Ma non solo lezioni: ad essere registrate possono essere anche le interrogazioni. Infatti, essendo l’interrogazione uno strumento didattico proiettato all’apprendimento dello studente, non sussiste su questo piano nessuna differenza tra quest’ultima ed una spiegazione.

E LA PRIVACY?
Ma registrando la lezione o l’interrogazione senza chiedere il permesso ad insegnanti e studenti, non si viola la loro privacy?

La risposta è no.

Ovviamente, però, tutto deve essere usato per scopi personali come lostudio individuale.

Per qualunque altro utilizzo della registrazione, come, per esempio, la sua diffusione su alcuni canali come Youtube, bisogna chiedere un’autorizzazione esplicita agli interessati, altrimenti si potrebbero configurare una serie di reati penali legati al concetto di privacy.

La registrazione audio delle lezioni da parte degli studenti É CONSENTITA PER USO PERSONALE e NON rientra nella legislazione in materia privacy.

Questo strumento compensativo, come tutti gli altri,  per poter essere usato deve essere inserito nel PDP

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Estratto del convegno avvenuta a Parma il 20-04-16

Relatore dott. Guido Dell’Acqua del Ufficio IV (Disabilità DSA e integrazione alunni stranieri).

 

APPRENDIMENTO ED EMOZIONI

 

 

Le emozioni contribuiscono “ai successi nell’apprendimento e  all’interiorizzazione di saperi” queste sono le parole che riporta Stefanini, autore del libro Le emozioni:Patrimonio per la persona e risorsa per la formazione.

La scienza parla chiaro: Se si vuole che certe conoscenze siano interiorizzate e successivamente usate, necessita immetterle in un contesto capace di suscitare emozioni. Ancor meglio se queste emozioni producono vibrazioni positive. Nello specifico, se un bambino impara ad apprendere con serenità e gioia, ogni qualvolta che si troverà difronte a situazioni  che implicano un apprendimento lo farà senza esitazioni, mentre se il suo percorso di apprendimento sarà segnato da frustrazione e insicurezza, la sua mente quanto si troverà in situazioni simili richiamerà alla memoria la percezione di inadeguatezza e sfiducia nelle proprie capacità. 

Scienziati, psicologi, filosofi hanno dichiarato che tanti sono gli effetti positivi delle emozioni nella didattica, è un elemento fondamentale per avvantaggiare l’apprendimento, favorire la formazione, garantire in classe un buon equilibrio psicologico e un’identità positiva a favore degli alunni-studenti.

Al contrario le esperienze prive di richiami emozionali saranno scarsamente coinvolgenti e ben presto cadranno nell’oblio, non lasciando dietro di sé nessuna rappresentazione mentale.

Secondo Eric Fisher, neurofisiologo della Harvard Uniniversity, la noia danneggia il potere creativo del cervello. Quando io apprendo, la direzione del flusso è “da fuori a dentro”, quando penso la direzione è “da dentro a fuori”. La direzione “da dentro a dentro” diventa la parte più importante di questo processo, ovvero avviene una rielaborazione attraverso la mia intelligenza, o meglio una trasformazione di ciò che apprendo in qualcosa di personale. Questo ci fa capire che si tratta di un sistema sociale di apprendimento. La noia distrugge questo meccanismo.

Una scuola che adotta un modello prestazionale: “io ti insegno, tu apprendi e io verifico”, ovvero adotta solamente il modello da “fuori a dentro”blocca il pensiero creativo da dentro a dentro.

Dott.ssa Psicologa Dri Vanessa

Fonti:
Gardner H., Formae mentis. Saggio sulla pluralità della intelligenza, trad. it., Feltrinelli, Milano 2010, (orig. 1983).

LeDoux J., Il cervello emotivo. Alle origini delle emozioni, trad. it., Baldini Castaldi Dalai, Milano 2003, (orig. 1998).

Stefanini A., Le emozioni: Patrimonio della persona e risorsa per la formazione, Franco Angeli, Milano 2013.

LA VOCE DI LAURA…

Laura, una ragazza ambiziosa  con una gran voglia di dimostrare a tutti che i limiti esistono solo nella nostra mente.

 

“Io posso dire solo una cosa …se vi sembra difficile o addirittura insuperabile non mollate…ok io sono solo una ragazzina ma purtroppo sono molto sfortunata….ho una schiena da 90 enne a 20 anni…mi sveglio stanchissima e dolorante come se la notte mi avessero assalito a mia insaputa…bhe ma nonostante ciò la mattina mi alzo mi imbottisco di farmaci (oppiacei) e studio nonostante la sensazione di straniamento data dai farmaci perché non voglio darla vinta ai professori di medie e liceo che dicevano che non sarei potuta diventare nessuno…non avrei potuto fare il lavoro tanto desiderato in ambito educativo…tutto ciò perché d.s.a e perché con problemi di salute grossi…ma io ho accolto la sfida e a 14/15 anni quando i miei compagni uscivano con gli amici io di mia iniziativa studiavo didattica speciale e riferimenti legislativi su manuali dedicati a loro..loro chi..? I grandiosi insegnanti…bhe in una notte ho imparato tutti quei termini e tutte quelle leggi a memoria ed a oggi studio al università per diventare educatrice professionale  ma il mio obbiettivo è quello di diventare docente di sostegno nel frattempo se posso cerco di impegnarmi in modo da ricordare a tutti i propri diritti e alle scuole i propri obblighi rispetto a d.s.a e handicap “.

Laura Manicardi

Grazie per la testimonianza e per aver concesso di rendere visibile il tuo pensiero su questo sito.
Ti auguriamo che tutta questa energia che trasmetti, aiuti a realizzare i tuoi sogni.