PEI ( Piano Educativo Individualizzato)

Il PEI, acronimo di Piano Educativo Individualizzato, è lo strumento con cui il consiglio di classe disegna un percorso didattico inclusivo per gli alunni con disabilità. Il documento fissa gli obiettivi e le attività che si faranno durante l’anno scolastico, e costruisce un tessuto di collaborazione tra scuola e famiglia.

Piano Educativo Individualizzato.

Con questo documento, ogni consiglio di classe è chiamato a costruire davvero una didattica inclusiva. A partire dall’anno scolastico 2020/2021, il Ministero dell’Istruzione ha annunciato la predisposizione e l’adozione di un modello unico nazionale di PEI, a cui le singole scuole dovranno ispirarsi.

Cos’è il PEI

E’ un progetto educativo calibrato sulle esigenze del singolo alunno con disabilità certificata. Quindi, ogni scuola deve adottare un PEI diverso per ciascuno studente diversamente abile.

La personalizzazione della didattica, infatti, è alla base di ogni forma di inclusione. All’interno del PEI devono essere indicati gli obiettivi educativi che si vogliono raggiungere, gli strumenti e le attività che si utilizzeranno per conseguirli e i criteri di valutazione.

Ad esempio:

I PEI VARIANO PER TIPO DI PROGRAMMAZIONE:


-normale, della classe (-pensiamo ad es. ad alunni ciechi che hanno bisogno della trascrizione in Braille o sordi che hanno bisogno della traduzione in LIS, ecc.);


-per obiettivi minimi (perseguimento degli obiettivi più “bassi”, essenziali,
ma comunque fissati per l’intera classe; percorso di
apprendimento ridotto/semplificato nei contenuti che restano però
paralleli a quelli della classe);


-individualizzata (percorso educativo-didattico flessibile che si discosta,
senza stravolgerlo, dal piano didattico elaborato per la classe in modo da
adattare obiettivi e contenuti, metodi, strumenti e verifiche alle esigenze
-specifiche dell’alunno);


-differenziata (programmazione che, come previsto per legge, prevede un
percorso personalizzato con obiettivi e contenuti anche diversi da quelli
dei compagni; in questo caso le verifiche –compreso l’esame finale- devono
essere effettuate attraverso prove differenti).

Per questo motivo, il PEI è destinato a periodiche verifiche e cambiamenti.

La redazione del PEI

Alla luce di quanto detto, è chiaro che la redazione del PEI assume un valore centrale nella didattica rivolta agli alunni disabili. La sua stesura, di solito, avviene dopo un periodo di osservazione dello studente (circa due mesi), utile per valutarne in modo approfondito le potenzialità. Vediamo con ordine chi è chiamato a redigere il PEI e cosa è necessario scriverci.

I soggetti coinvolti

  • Come dovrà avvenire la redazione del nuovo Pei?
  • L’insegnante di sostegno redige una bozza, la condivide con il genitore e poi con i professionisti ASL?


Certamente l’incontro va preparato, ma i dettagli e le competenze vanno definiti a livello di istituzione scolastica. È molto probabile che l’insegnante di sostegno svolga in questa fase un ruolo prevalente, ma non esclusivo, perché tutti gli insegnanti della classe vanno coinvolti. Ricordiamo che «La responsabilità dell’integrazione dell’alunno con disabilità e dell’azione educativa svolta nei suoi confronti è, al medesimo titolo, dell’insegnante di sostegno, dell’insegnante o degli insegnanti di classe o di sezione e della comunità scolastica nel suo insieme. Ciò significa che non si deve mai delegare al solo insegnante di sostegno l’attuazione del “progetto educativo individualizzato” poiché in tal modo l’alunno verrebbe isolato anziché integrato nel contesto della classe o nella sezione, ma che tutti i docenti devono farsi carico della programmazione e dell’attuazione e verifica degli interventi didattico-educativi previsti dal piano individualizzato» (CM 250/1985). Durante l’incontro del GLO (incontro e di confronto delle diverse componenti – scuola, famiglia, servizi sanitari ed enti locali – che si occupano dello studente con disabilità) si può discutere la bozza di PEI proposta, analizzando eventuali punti controversi e cercando di arrivare a una versione su cui tutti sono d’accordo.

Il PEI può essere definito un documento collettivo. La sua composizione, infatti, coinvolge tutti i soggetti che, a diverso titolo, sono coinvolti nella crescita e nell’educazione del ragazzo destinatario del piano. Nello specifico, prendono parte alla stesura:

  • docenti della classe in cui si trova lo studente;
  • l’insegnante di sostegno;
  • le figure socio-sanitarie che seguono il ragazzo;
  • la famiglia.

Psicologa. Dri Vanessa

FONTI:

www.orizzontiscuola.it

www.aiutodislessia

I genitori hanno diritto ad avere copia di PEI e PDP? Possono accedere ai documenti scolastici? Facciamo chiarezza!!!

 

I genitori possono avere una copia di PEI, PDF o PDP?

Certamente i genitori possono chiedere alla scuola di avere copia dei documenti. È una norma
generale: il cittadino ha diritto ad accedere agli atti amministrativi di suo interesse e ad averne copia
pagando solo le spese di duplicazione (L. 241/90). La norma è stata rafforzata dal Decreto Legislativo
25 maggio 2016, n. 97 che introduce i principi del cosiddetto FOIA – Freedom of Information Act per cui
il cittadino può visionare praticamente tutti gli atti amministrativi.
Quando l’interesse del cittadino è evidente e non è previsto l’uso del documento a livello giudiziario, la
normativa raccomanda l’accesso per via informale, con domanda diretta, anche verbale, e immediata
consegna dei documenti.
Parlando di alunni con disabilità a scuola, il principio viene ribadito nelle Linee Guida MIUR per
l’integrazione scolastica del 2009 dove, a pag. 19, si legge: «la documentazione relativa all’alunno con
disabilità deve essere sempre disponibile per la famiglia e consegnata dall’istituzione scolastica quando
richiesta».
Ma occorre anche considerare che PEI e PDF sono documenti alla cui redazione collaborano anche i
genitori (L. 104/92 art. 12 c. 5), che sottoscrivono il documento e vanno pertanto considerati come
“coautori”. I genitori hanno pertanto diritto ad avere una copia del PEI alla fine dell’incontro in cui è stato
approvato e in questo caso la richiesta va fatta seduta stante a chi coordina l’incontro.

La scuola può motivare il rifiuto all’accesso con la tutela della privacy?

La norma sulla privacy proibisce alla scuola di diffondere informazioni sensibili, come quelle sulla
salute, ed ha lo scopo di tutelare il cittadino, non certo di ostacolarlo.
Le informazioni sulla salute contenute nel PEI sono ben note ai genitori dell’alunno con disabilità visto
che sono essi stessi che le hanno consegnate a scuola.
Motivare il rifiuto su queste motivazioni è scorretto e pretestuoso.

I genitori possono avere copia di questi documenti mentre sono ancora nella fase preparatoria, allo stato di bozze e senza le firme?

Il documento allo stato di bozza non è ancora “atto amministrativo” per cui non si applicano le norme
sul diritto di accesso.
La scuola non è pertanto obbligata a consegnare una copia non definitiva alla famiglia ma tutti questi
documenti, PDF, PEI e PDP, prevedono l’apporto della famiglia nella loro redazione: si parla di
“collaborazione” dei genitori per la disabilità (L. 104/92 art. 12 c. 5), di “raccordo” con la famiglia per i
DSA (Linee Guida MIUR sui DSA del 2011, par. 3.1). Poter consultare, in anticipo e con calma, la
bozza proposta dalla scuola è una modalità valida per concretizzare la collaborazione o il raccordo, ed
è di sicuro possibile. Se la scuola rifiuta, può proporre un’altra modalità efficace di
collaborazione/raccordo, ma di sicuro non è corretto sottoporre ai genitori dei documenti definitivi senza
averli mai consultati.

Può la scuola dichiarare che non rilascia ai genitori la copia del PEI se non accettano di
firmarla?

Il PEI va redatto con la collaborazione della famiglia e non può essere imposto in questo modo (L
104/92 art, 12 comma 5). E i genitori non sono assolutamente tenuti a firmarlo per averne una copia.

Si possono chiedere copie delle verifiche? È vero che è discrezione degli insegnanti consentirne la visione ai genitori?

La scuola non è obbligata a consegnare regolarmente a tutti genitori, per presa visione, le verifiche
corrette e valutate, ma questo non significa che i genitori che vogliono vederle non lo possano fare: le
verifiche scolastiche sono anch’esse atti amministrativi, soggette ai principi di trasparenza, e a fronte di
una richiesta le copie devono essere fornite.
Se proprio serve si fa richiesta formale di accesso agli atti in segreteria ma si spera che la scuola abbia
il buon senso di seguire modalità informali, con richiesta semplice anche a voce, come raccomandato
dalla normativa.
In caso di Disabilità o DSA è opportuno, qualora si presentino resistenze di questo tipo, inserire
espressamente la possibilità di visionare le verifiche nel PEI o PDP, tra le modalità di collaborazione
scuola-famiglia

 

pdp-pei-normativa-dsa-bes-accesso-atti

Fonte: 
www.miur.gov.it
Flavio Fogarolo e Giancarlo Onge